___[ l a b o r a t o r i o   d i   s c r i t t u r a ]___

 

» Vince chi resta. | commenti

» E' vero, ci si innamora sempre di simulacri, fantasmi di altri, di noi stessi, di ciò che in quel momento vogliamo che di noi l'altro ci restituisca, qualunque cosa sia. E' con le persone reali che le cose si fanno complicate e nascono i dubbi perchè dobbiamo smettere di amare "noi" e iniziare ad amare l'altro per quello che è e non per quello che vorremmo, a priori, trovarci. Bentornato.
ta'nis
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» "Non schiavi delle mode, dunque disponibili" (P. Conte) | commenti

» Ho abbassato il volume dei miei sentimenti. E vivo un sentimento dolce e pieno di rispetto non più ossessionante e necessario.
ta'nis
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» Sono stata male e ora non sono più nulla, nel senso che non provo nulla, che sento di non averne più bisogno, che sola non sto poi così male e intanto cresce l'assoluto terrore di aver passato ormai il limite che tanti attraversano, quello oltre cui nessun uomo è più tanto necessario, nessuno sarà mai più davvero amato e ogni persona diventa interscambiabile in una relazione. Ma è solo una barriera, credo.
ta'nis
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» De gustibus EST disputandum. | commenti

» I soliti diversivi. | commenti

» Il mondo potrebbe continuare a funzionare senza la poesia? | commenti

» Attention à la marche en descendant du rêve. | commenti (1)

» Roma, Caffè Greco. Ore undici.
Una borsa viola attraversa la folla immobile:
il rosso, il vento, il raggio di sole che inganna lo sguardo.
Telepatia, ricordo, presenza. Deja-vu.
Frammenti.
Ipotesi, sorrisi, rewind di memoria.
Piacere di piacere di piacere.
E il profumo è lo stesso.
Stessa passione, stessa forza.
Il desiderio, l'illusione.
Che i sogni a volte diventano realtà...
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» Il sogno finisce che ci troviamo a sperimentare sulla nostra pelle quello che avevamo soltanto prefigurato... la tua palpitazione e i tuoi occhi lucidi non sono più un'astrazione, ma una realtà... il tuo sorriso è finalmente un luogo fisico dove posso disperdere il mio sguardo... e posso seguire i percorsi della tua pelle come nei versi di neruda... assistere alla mia capitolazione di fronte all'invasione della tua dolcezza... | commenti

» Ci siamo conosciuti per caso durante un laboratorio di scrittura autunnale. Lei mi aveva chiesto di leggere i suoi ultimi scritti e di formulare un giudizio spassionato. A tarda sera, nella luce flebile di una abat-jour, scivolavo lentamente nella lettura di quel diario così ricco di colori e di sensazioni che dovevo aver già provato, altrove. Storie di incontri e di incroci del destino, profili umani ritagliati con lo strumento sottile di una intelligenza a tratti profonda e malinconica, a tratti più leggera e spensierata. Percorsi urbani che svelano percorsi delle emozioni e della vita, rue de la Bûcherie, via dei Fienaroli... Ho avuto l'impulso di trascrivere tutte le emozioni che la lettura di quel diario stava suscitando in me... E con un brivido di piacere ho notato che i suoi occhi brillavano mentre leggeva quei miei appunti, buttati giù in fretta, rovesciando sentimenti dal cuore alla penna. Abbiamo preso a frequentare gli stessi luoghi, a confrontare le stesse emozioni, a seguire percorsi nuovi. La passione per la scrittura ci ha rapito in questa giostra di sguardi e di sentimenti alimentata dal potere evocativo delle parole, fino a trascinarci nel fondo di un'illusione. O forse no. Est-ce que il faut se méfier des mots? | commenti (2)

» Ma le chiese mi piacciono. Mi danno respiro, quelle romaniche e gotiche, cosi' ariose, con i loro contrasti di ombre e luce, colori e bianco, pietra e legno. Mi piace appoggiare il palmo della mano sulle colonne fredde e provare a sentire, a catturare, tutta la fede e l'amore che in centinaia di anni vi si sono depositate. Risonanze, echi. Eccola la mia fede, i vivi e i ricordi.
ta'nis
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» Si vive o si scrive.
ta'nis
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» E invece sembravi molto ispirata, in quella struggente elencazione di ricordi resi con un'efficacia che conferma il tuo talento e il tuo amore per le parole, nonostante ti trovi a odiarle in questo frangente, avendo tutte le ragioni per farlo. Ma sono state le parole a tradirti, o chi le ha scritte? L'inautenticità di quell'amore non sarebbe venuta prima o poi a galla, con qualunque altro linguaggio?
Non posso dire di conoscerti, certo. Posso solo dire che da queste parole traspare, come osservata attraverso un vetro opaco, una personalità profonda e affascinante. Ferita, certo. E forse per questo quasi inconsapevole della propria vitalità e del proprio fascino.
Come potevo non trascrivere e "appendere" all'ingresso del set quella frase così perfetta, ungarettiana, consegnata a una leggerezza calviniana. Ma chi le capisce, chi le apprezza queste cose? Quante volte mi sono sentito solo nel godere di certe sfumature, di certe armonie? Per troppo tempo mi sono sentito solo e non potevo non manifestarti la gioia di condividere questo gusto con te.
Sarà tutta un'illusione, come tendi a pensare in questo momento della tua vita? Può darsi. Però, quant'è bello... Ho visto l'esplosione di colori in quel bagagliaio, senza che tu citassi neppure un colore. Ho sentito il suono debole dell'acqua che sgorga tra i sampietrini. Ho sentito quella fitta al ventre che mi prende quando sono tra i vicoli di una città che amo, quella debolezza alle gambe che mi farebbe inginocchiare.
E in quella foto stupenda in cui sembri racchiusa in un'intercapedine attigua al mondo reale? Ti prego non smettere di scrivere, non smettere di fotografare, non impedire al tuo talento di sgorgare...
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» Eccola, G., la differenza tra cio' che si e' vissuto e cio' che si é solo narrato. Il ricordo di una voce, di un gesto, di uno sguardo, di un profumo.
Ho letto questi versi di Quasimodo due domeniche fa, al Marais:
"Le parole ci stancano,
risalgono da un'acqua lapidata
forse il cuore ci resta, forse il cuore".
Aggiungerei, se a volte del cuore qualcosa rimane...
La sua migliore facoltà.
ta'nis
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» Come in una curvatura spaziotemporale, la realtà si riflette e sprofonda. Regredisce, ritorna. Riprende forma nei sogni di una donna. | commenti

» Sulla elegantissima linea 1 della metro, una voce femminile preannuncia due volte il nome della fermata successiva. Pur essendo una voce registrata, non ripete il nome della fermata allo stesso modo, ma con un tono differente la seconda volta rispetto alla prima. Si coglie bene la differenza tra l'avvisare e il ribadire. E' una differenza che rende quella voce molto meno fredda e disumanizzante. Un dettaglio che unisce con un filo logico i due annunci, che dà alla ripetizione un senso a cui siamo disabituati: ormai la ripetizione dei messaggi è una costante della nostra giornata ordinaria di destinatari della comunicazione di massa. La differenza di tono nella metro parigina rende invece differente la comunicazione, più umana, più vicina alla sensibilità di noi europei che non possiamo fare a meno di dare senso alle cose, e di costruire cose a misura d'uomo, cose in cui emozione e ragione hanno la stessa dignità. | commenti

» Sono all'uscita di un centro commerciale e sto aprendo il mio ombrello prima di buttarmi sotto la pioggia per attraversare la piazza e raggiungere il parcheggio. Mentre comincio a scendere i gradini noto una donna che si butta assieme a me sotto la pioggia, ma senza ombrello. In un'altra società, in un altro mondo, lei mi avrebbe chiesto cortesemente un passaggio verso il parcheggio. Usare quella piccola cortesia non mi sarebbe costato niente, eppure la società se ne sarebbe avvantaggiata molto, io credo. Perchè avremmo contribuito, insieme io e lei, a diffondere l'uso della cortesia e della fiducia nell'altro che si dimostra nel chiedere e, appunto, nel fidarsi. Forse il problema è proprio questo, che non ci fidiamo più l'uno dell'altro, e quindi cade la premessa fondamentale per chiedere all'altro. E non potrebbe essere diversamente, perché ovunque ci viene proposto un modello aggressivo di uomo e di donna che - come recitava un vecchio spot - "non deve chiedere mai". Ti ricordi quello spot? Lui che blocca la mano di lei e tronca una potenziale carezza: è l'interruzione della relazione con l'altro. Siamo sempre più individui isolati piuttosto che persone in relazione (anche) comunitaria... | commenti

» Risalendo a piedi lungo Via Roma, oltre l'arco che dà accesso al cortile quattrocentesco del palazzo comunale, si scopre la piazza, proprio accanto alla moderna fontana romboidale con i getti d'acqua verticali. Mi siedo sulla panchina di marmo che si allunga sotto gli alberi, e subito lo sguardo si lascia condurre lungo la fila di lampioni che, attraversando per intero la piazza, si ricollegano al Corso. La facciata del palazzo rosso, moderna sede di una compagnia di assicurazioni, è colpita in pieno dallla luce rosea del tramonto, e acquista un aspetto quasi gradevole, con l'azzurro delle vetrate degli uffici aperte a vasistas, e le fronde degli alberi che si allungano fino a sfiorarle... | commenti

» Siamo ormai nel tratto finale della baia, racchiuso a est tra i profili delle ultime case che degradano verso il mare. I colori si confondono nell'oro del tramonto che sabbia, accarezza i nostri lineamenti, incendia le torri campanarie del duomo, incastonato nell'azzurro indistinto di cielo e mare... | commenti

» C'è, nel bisogno di fotografare, tutta la nostra profondissima e inconfessata nostalgia del presente. | commenti (1)

» "Forse la vacanza intelligente dovrebbe tornare a chiamarsi, come in tempi remoti, villeggiatura. E' un modo diverso di concepire il tempo e il riposo. Ci si sposta per stare, non per spostarsi freneticamente, si lasciano passare le giornate muovendo quanto basta il corpo e lasciando riposare la mente in un ozio che ritempra i pensieri. Per chi non può o non vuole, c'è l'alternativa di sempre: la città vuota e meravigliosa nella solitudine estiva." (Stefania Rossini) | commenti

» Manca ormai poco che anche questo pomeriggio autunnale svanisca nel traffico urbano del sabato, e che un sole stanco sprofondi laggiù, all'estremità opposta del Corso, nel brulicare di ombrelli aperti. | commenti

» Spengo il telefonino, e da questo momento è come se l'atmosfera del nostro incontro prendesse forma più intima. E' come se mi assentassi dalla comunità vociante di individui che - là fuori - reclama la mia presenza nel villaggio globale. | commenti

» Curioso questo fatto di vivere solo alcune zone della città, come se il resto della geografia urbana non esistesse. | commenti

» Non è così che avrei voluto abbandonare questa città. Per l’ultima volta chiudere questo vecchio portone, e con esso tutta una vita. Non è così che avrei voluto andarmene, lasciando la città deserta, assopita nella nebbia grigia che scende nelle strade e si insinua nei vicoli, dilaga nelle piazze. | commenti

» In fondo alla sala, oltre il bancone del bar, una porta di vetro opaco lascia trasparire un bagliore tiepido e un silenzio che sembra insinuarsi sottilmente nel frastuono del locale. Una sagoma femminile si delinea in trasparenza e sembra avvicinarsi per entrare: si sofferma, reclina il capo, lentamente scompare. | commenti

» La stasi di quella balaustra protesa verso l'orizzonte era la stasi delle loro vite. La sua vita come un eterno attendere l'alba nella quiete eterna delle ore antelucane. Attendere. | commenti

» Sono tornato in quella enoteca dove ci piaceva andare quando ancora eri qui. L'ho ritrovata molto diversa. Il gestore non è più lo stesso. Al piacevole brusio che aleggiava fra i tavoli, a quell'aroma indescrivibile che si percepiva entrando, di vini e formaggi pregiati, si è sostituito il frastuono di un anonimo e lugubre disco-pub. Nella vetrina sotto il bancone, dove sempre erano esposte prelibatezze di gusto raffinato, muffa nobile e lardo di Colonnata, ora ci sono barattoli di ketchup e di Nutella, e un disgustoso odore di fritto pervade la saletta dove una volta si ascoltava il jazz, fino a traboccare in strada oltre l'ingresso, prima garbatamente spoglio, ora addobbato con lavagnette che annunciano convenienti "menu turistici" da consumare in fretta a poco prezzo. | commenti



 


 

 



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